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martedì 23 gennaio 2018

Come difendersi dalle Agenzie di riscossioni: parte terza


Un altro espediente solitamente usato per difendersi dalle cartelle di pagamento è far rilevare la prescrizione. 
Si tratta, in buona sostanza, del decorso del tempo che intercorre tra una cartella di pagamento e un’altra (se riferite allo stesso debito), tra l’avviso di pagamento (l’atto prodromico) e la successiva cartella o tra la cartella e l’eventuale pignoramento. 
Il contribuente può far annullare la richiesta di pagamento se, per numerosi anni, nessuno si è fatto vivo e non gli sono stati notificati solleciti. 
Questi termini di prescrizione sono diversi a seconda del tipo di tassa in gioco. 
In particolare: crediti Inps e Inail per contributi previdenziali: prescrizione in 5 anni; crediti dell’Agenzia delle Entrate per Irpef, Irap, Iva e altre imposte erariali: prescrizione in 10 anni (con qualche precedente che pala di 5 anni); crediti del Comune per multe stradali: prescrizione in 5 anni; crediti dello Stato per canone Rai: prescrizione in 10 anni; crediti della Regione per bollo auto: prescrizione in 3 anni; crediti del Comune per Imu, Tasi, Tari, Tarsu, Ici: prescrizione in 5 anni.
Cosa fare se la cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione è prescritta?
La cosa più immediata e naturale sarebbe quella di chiedere uno sgravio della cartella stessa dalle somme non più dovute. 
Tuttavia, per quanto semplice, tale operazione può risultare problematica: ciò a causa della scarsa collaborazione da parte degli uffici dell’Agente della riscossione, pur dinanzi a conclamate ragioni del contribuente. 
Insomma gli uffici se ne lavano spesso le mani rimandando il contribuente all'Ente titolare del credito, mentre quest’ultimo, a sua volta, si scrolla di dosso ogni decisione in merito, sostenendo di aver inviato per tempo il ruolo all'esattore. 
Si può quindi presentare una istanza in autotutela da presentare all'ente titolare del credito e, per conoscenza, all'Agenzia Entrate Riscossione, ma il mezzo migliore è quello di fare ricorso al giudice. Anche in questo caso, bisogna però rispettare i termini di legge: 30 giorni per le cartelle relative a multe stradali (la competenza è del giudice di pace); 40 giorni per le cartelle relative a contributi previdenziali Inps e Inail (la competenza è del tribunale ordinario, sezione lavoro); 60 giorni in tutti gli altri casi, ossia imposte e tributi (la competenza è della Commissione Tributaria Provinciale).
Diversa dalla prescrizione è la decadenza. Anche questa eccezione si fonda sul mancato rispetto dei termini, ma in questo caso si tratta dei termini massimi che devono necessariamente decorrere tra l’iscrizione a ruolo del debito e la notifica della prima cartella. 
Tutto avviene nel seguente modo: dopo che l’ente titolare del credito ha inviato l’avviso di pagamento ed ha accertato l’inadempimento definitivo (scaduti cioè i termini per il versamento) delega l’Agente della riscossione del recupero coattivo delle somme. 
Questa attività si sostanzia con l’iscrizione a ruolo dell’importo. 
La data in cui avviene l’iscrizione a ruolo viene poi riportata sulla cartella esattoriale, per cui il contribuente può sempre verificarla; tra la data di notifica della cartella e la data di iscrizione a ruolo non devono decorrere, nella gran parte dei casi, più di due anni. 
Diversamente la cartella è illegittima.
Altro motivo di eccezione è relativo al rispetto dei termini di efficacia della cartella. 
Essa consente il pignoramento solo entro un anno dalla sua notifica. 
Se il pignoramento dovesse avvenire più tardi di tale termine è necessaria la notifica di un ulteriore atto, detto «intimazione di pagamento» il quale, a sua volta, ha un’efficacia limitata a 180 giorni. 
Questo non toglie che, spirata l’efficacia dell’intimazione di pagamento, non se ne possa notificare un secondo, un terzo, ecc.; ma di certo, prima di tale adempimento, non può intervenire alcun pignoramento.
La cartella è illegittima se, nel richiedere il pagamento dell’imposta o della sanzione insieme agli interessi, indica un’unica somma senza invece distinguerle. Secondo la giurisprudenza, deve essere chiaro e trasparente il metodo di calcolo degli interessi, le annualità calcolate e il saggio di ogni singolo anno. 
Solo in questo modo è possibile consentire al contribuente di esercitare un controllo sul “conto definitivo”.
In ogni caso, l’errata o omessa indicazione dei criteri di calcolo degli interessi non rende nulla tutta la cartella ma solo la parte degli interessi.
La cartella deve sempre indicare per quali ragioni bisogna pagare, ossia il tributo o la sanzione a cui le somme si riferiscono. È il cosiddetto obbligo di motivazione che richiede, in alternativa, l’indicazione dell’atto precedentemente notificato al contribuente dal quale evincere la causale. 
La motivazione è condizione di validità della cartella.
La cartella di pagamento non deve necessariamente indicare la firma del suo “autore”, il quale può essere indicato nel corpo dell’atto. 
L’importante è che il responsabile del procedimento sia sempre indicato con nome e cognome.
Secondo alcuni giudici, Agenzia Entrate e Agenzia Entrate Riscossione possono stare in causa solo a mezzo di personale interno e non con avvocati esterni. 
La conseguenza è che la difesa dell’Esattore è nulla, il giudice non può ascoltare le eccezioni da questa sollevata né tenere in considerazione i documenti di prova prodotti. 
«L’errata costituzione – determinata dall'impossibilità di concedere delega a soggetti non interni all'ufficio – può essere rilevata in qualsiasi grado di giudizio dal magistrato». 
Tradotto significa che se un contribuente ha già impugnato una cartella esattoriale e ha perso la causa per qualsiasi altra ragione, qualora siano ancora aperti i termini per fare appello o ricorso in cassazione, può ugualmente sollevare l’eccezione in questione – quella cioè di difetto di costituzione – anche se non lo aveva fatto in primo grado (magari perché non ne sapeva l’esistenza). 
Questo perché a dover rilevare il difetto di rappresentanza degli avvocati esterni all'Agente della riscossione doveva essere il giudice e non tanto il contribuente. 
Con la conseguenza che si tratta di una censura che può essere mossa in qualsiasi stato e grado della causa.Mediazione obbligatoria
Tutte le cartelle per importi non superiori a 50.000 euro che si impugnano davanti alla Commissione tributaria non possono essere depositate direttamente davanti al giudice ma vanno prima notificati all'Esattore con una proposta di reclamo-mediazione in cui si tenta un accordo per rettificare eventuali errori.
Passiamo a  scoprire come chiedere la dilazione della cartella di pagamento...
Chiedendo ad Agenzia Entrate Riscossione la rateazione del debito puoi sospendere la cartella di pagamento, ossia fare in modo che non vengano eseguiti pignoramenti, fermi o ipoteche. 
Esistono tre possibilità diverse: debiti fino a 60.000 euro: piano ordinario. 
È possibile chiedere la cosiddetta rateazione ordinaria a 72 rate (6 anni), senza dover presentare documentazione per documentare la propria difficoltà economica. 
La richiesta può essere fatta anche online. 
Si può scegliere tra rate costanti o crescenti; debiti superiori a 60.000 euro: piano ordinario. 
Si può chiedere la rateazione fino a 72 rate (6 anni) ma dimostrando la propria difficoltà economica. 
In particolare si può chiedere la rateizzazione presentando una domanda e allegando la certificazione relativa all'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) del tuo nucleo familiare per attestare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. Se la richiesta è accolta, accedi e al piano ordinario che ti consente di pagare il debito fino a un massimo di 72 rate (6 anni). 
Puoi scegliere tra rate costanti o rate crescenti; piano straordinario: se non sei in grado di sostenere il pagamento del debito secondo un piano ordinario in 72 rate mensili, puoi ottenere una rateizzazione fino a 120 rate di importo costante. 
Deve risultare la comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica e per ragioni estranee alla propria responsabilità. Innanzitutto, è necessario dimostrare di non poter pagare il debito secondo i criteri previsti per un piano ordinario. 
Condizione che si verifica quando l’importo della rata è superiore al 20% del reddito mensile del tuo nucleo familiare, risultante dall'Indicatore della situazione reddituale (ISR) riportato nel modello ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente). 
In questo caso, puoi presentare una domanda di rateizzazione, dichiarando di trovarti in una comprovata e grave difficoltà legata alla congiuntura economica per ragioni estranee alla tua responsabilità, allegando la certificazione relativa all'ISEE del tuo nucleo familiare, comprensiva del quadro N- Indicatore della situazione reddituale, debitamente valorizzato.
Una volta presentata l’istanza di rateazione: Agenzia Entrate Riscossione non può procedere a iscrivere fermi o ipoteche o intraprendere pignoramenti non ancora iniziati; i pignoramenti già in corso vengono sospesi e abbandonati dopo il pagamento della prima rata; fermi e ipoteche già iscritti non vengono cancellati, ma limitatamente al caso del fermo è possibile, dimostrando l’avvenuto pagamento della prima rata, ottenere una quietanza di pagamento e ritornare a circolare.


lunedì 22 gennaio 2018

Ritorno al futuro??? No... ancora al passato!!!

Dr. Brown, cosa c'è???
Presto... presto... dobbiamo partire immediatamente!!!
Ma perché professore... cos'è successo...???
Non hai ascoltato cosa hanno detto in televisione i Tg...???
Non hai visto i quotidiani in questi giorni...???
Non ci crederai ma Berlusconi e Renzi vogliono nuovamente ripresentarsi!!!
Ma scusi... non erano stati cacciati dagli Italiani???
Ma... uno dei due, non dovrebbe essere incandidabile...??? 
E l'altro, non aveva ceduto la propria poltrona al compagno di partito Gentiloni???
Ma è sicuro...???
Non è che forse, nel fare questi suoi viaggi interspaziali è rimasto fermo nel passato... ed è forse il motivo per cui rivede ora i nostri ex presidenti del Consiglio...??? 
PRESTO!!! PRESTO!!! Andiamo immediatamente nel passato... dobbiamo provare a cambiare il futuro di questo paese, altrimenti sarà troppo tardi...
Ho visto cosa gli aspetta a questi "pecoroni" e dobbiamo provare a rimediare a quella fatidica data prevista per le prossime elezioni nazionali!!!

Dai programma subito la macchina del tempo e nel frattempo imposta la data di rientro: 4 marzo 2018!!!   
Fatto... Professore...
Possiamo partire, ma cosa spera di fare nel passato...???
Non ho ancora deciso, non so se è applicare quanto ho visto fare nel futuro da "Terminator" oppure improvvisare, ad esempio trasformando entrambi in provetti musicisti e/o ballerini di danza classica... 
Ah... sì... già me li immagino... che ridere, Silvio Berlusconi in versione Giulietta e Matteo Renzi nell'interpretazione di Romeo!!!
D'altronde questo balletto è eguale a quello che abbiamo finora sopportato in tutti questi anni...
Sì... una storia d'amore, che conserva in se quelle caratteristiche note della tradizione classica: due giovani, entrambi appartenenti a famiglie rivali (i Montecchi ed i Capuleti) ed un momento intimo che non riesce a manifestarsi a causa di quei loro amici e colleghi, che fanno di tutto per allontanarli... 
Ecco allora che ciascuno di essi , asseconda l'altro, senza farsi scoprire... 
Copriranno ogni loro azione dinnanzi all'opinione pubblica, con manifestazioni antitetiche, ma quando si trova all'interno di quella camera "segreta", ecco che con quei bigliettini d'amore... manifestano la loro recproca complicità...
Peraltro... sono fatti l'uno per l'altro, il loro è un amore puro, indivisibile, un sostegno costante e sempre presente...
Il primo lo ha aiutato in questi anni  nelle favorire le sue società, l'altro di contro, lo ha sostenuto nei momenti dei tradimenti e ha permesso di rifinanziare le Banche dei suoi amici...     
Il tutto ovviamente a scapito di quei poveri "servi della gleba", sottomessi da tempo ai soprusi di quelle famiglie partitocratiche, che da un ventennio si spartiscono questa nazione...
Professore, forse sarebbe meglio metterli entrambi in un monastero... così forse non faranno più danni...
Per favore... uno dei due, non essendo riuscito a diventare Presidente della Repubblica, si era riservato un posto dopo Ratzinger, convinto che poteva fare il papa...
D'altro canto, uno che come "Lazzaro" era dato politicamente per morto e che ora si ritrova nuovamente risorto... è quantomeno logico che crede di aver diritto su quella poltrona...
Ve lo immaginate, ogni giorno da quella finestra su piazza San Pietro, oppure da quei suoi canali Tv o ancor peggio... su Radio Vaticano!!!
Già... vorrei sapere chi lo ha riesumato... Alfano, Salvini, Meloni, Casini, Renzi... chi ditemi... chi è stato questo folle!!!
In questi giorni gira un video virale estremamente carino... che riprende il film "La Mummia" ed è perfettamente indicato per rappresentare quanto sta accadendo in questi giorni...
La situazione che più di altre mi sembra assurda è quella di vedere questi soggetti ritornare nuovamente come nulla fosse...
Sperano o meglio... hanno quasi la certezza che una gran parte degli italiani li continuerà a votare...
Non per i meriti... quelli non ci sono stati e non ci saranno, ma soltanto perché il nostro popolo è legato indissolubilmente con quel modo di procedere...
Un paese che vive di corruzione, clientelismi, raccomandazioni, bustarelle, tangenti, cittadini che pensano esclusivamente al proprio orticello, che se ne fottono di mettere in pratica quei fondamentali principi morali, quali legalità, sostegno al sociale, equità...
Per cui, mancando questi requisiti, ecco che quei signori "politicanti", su ritrovano nel proprio habitat naturale, per poter espletare tutte quelle loro tangibili collusioni!!!
Un vero peccato che soltanto in pochi ricordino in questi giorni, quanto a suo tempo accaduto...
A vedere tutto ciò... ho l'impressione che non ci possa essere per noi...  alcuna soluzione!!!
Anzi no... forse una soluzione c'è!!!
Professore Brown... scendo l'auto è partiamo...

domenica 21 gennaio 2018

Ecco perché gli economisti dagli U.S.A., dichiarano che L'Italia è prossima al default!!!

Ho letto alcuni giorni fa un post statunitense, che faceva riferimento alle elezioni nazionali del prossimo 4 Marzo...
Tra i commenti riportati, uno in particolare ha colpito la mia attenzione perché tradotto diceva: "è veramente incredibile assistere con quanta leggerezza gli italiani affrontino i loro problemi, un paese che rischia da un momento all'altro il default a causa di una plausibile ipotesi di crisi finanziaria, dovuta alla sostanziale stagnazione della sua economia e della produzione industriale, ferma da anni a livelli allarmanti... 
Vedere oggi con quanta credulità, i suoi connazionali, si affidino ancora una volta a quegli esponenti politici, che l'hanno di fatto portata a questo tracollo, è qualcosa d'inspiegabile, perché non trova riscontro in nessun altro paese!!!
Soggetti incandidabili all'opposizione ed altri al governo, che hanno in questi anni prodotto riforme inique, vedasi quelle a favore delle banche e/o holding italiane e straniere, si ritrovano ora a propagandare e promettere riforme agli italiani, che come "allocchi" stanno ad ascoltare... 
Certamente il rischio di recessione è stato bloccato, ma l’economia non ha prodotto alcuna cresciuta economica ed i costi della politica e della burocrazia, non migliorano di certo quella congiuntura negativa...
Le esportazioni, un tempo fattore determinante per il paese, oggi non registrano più alcun incremento a livello internazionale, le quali da tempo dirigono le proprie richieste verso altri paese ben più competitivi... 
Va aggiunto inoltre di come la fiducia degli investitori stranieri, è negli ultimi dieci anni, fortemente in calo... per non dire del tutto inesistente!!!
D'altronde con una rigidità strutturale amministrativa, con infrastrutture in particolare nel meridione ancora ai tempi dell'unità d'Italia, con investimenti sulla ricerca esigui e con uno sviluppo d'innovazione tecnologico fermo agli anni 90', è evidente che la competitività è al di sotto della media europea....
In assenza di quelle giuste riforme, il potenziale del Paese si è fortemente ridotto, con una crescita (stimata dai governi di centrosinistra) sempre in eccesso e mai in modo reale... 
Vedasi l'ultimo governo Gentiloni, che prevede un poco realistico 1,1% di crescita nel prossimo quinquennio 2017-21, mentre la stima generale è prevista intorno allo 0,9%...
Quanto sopra ha portato ad una crisi occupazionale estesa in tutte le regioni, i salari sono fermi al cambio della lira all'euro, ed i giovani in difficoltà, si trasferiscono in altri paesi nel mondo...
Il debito pubblico è cresciuto di circa 2.500 Miliardi di euro e il rapporto tra debito e Pil ha raggiunto il record storico di quasi il 135%, rappresentando dopo la Grecia, il secondo più alto della zona euro... 
Non parliamo inoltre del sostegno dato dal governo alle Banche in crisi, che graveranno a breve sulle finanze pubbliche... con rischi imprevedibili per tutta l’economia e la finanza pubblica!!!
Un paese in totale sofferenza... che secondo le agenzie di rating, ha una prospettiva macroeconomica e di finanza certamente preoccupante!!!
L'incertezza inoltre causata dalle prossime elezioni nazionali, viene percepita in maniera scettica dagli investitori stranieri...
L'eventuale prossimo governo viene visto come un qualcosa d'indefinito e di nebuloso, certamente non da valutare nell'immediato, ma con il passar degli anni, in particolare verificando quali riforme concrete verranno compiute...
Per cui, le previsioni per il prossimo decennio, indicano una situazione d'immobilità, con la presenza di un governo debole, una mancanza di riforme produttive ed un alto debito che sembra essere senza fine...
Peraltro, con una crisi sociale (e mi permetto di aggiungere "morale") che non facilità sicuramente quel compito di ripresa, ecco... quanto sopra riportato,  lascia pochi dubbi alle speranze propagandate in questi giorni, dai leader di quegli ultimi vent'anni di Governo, sia del centrodestra che del Centrosinistra!!!
Ed io difatti mi sento perfettamente rappresentato dalle parole del cantautore Lorenzo Cilembrini, in arte "Il Cile", che in una sua canzone motivava:  
"E' che non ho più tempo,
è che non ho più forza...
E' che ho smesso da prima di te,
di credere alle favole… e non è mica facile"!!!

sabato 20 gennaio 2018

Scissione nella "Lega": Una parte degli attivisti si distaccano da Matteo Salvini per far crescere il "Grande Nord"!!!

Un'altro post... questa volta da parte di un quotidiano online del Lombardo/Veneto "Indipendenza Nuova", riprende quanto in questi giorni avevo scritto: "Scoppia il caso dei militanti storici declassati da Salvini... La base ora è lui"!!!
Declassati da ‘militanti’ a ‘soci sostenitori’ perché il loro contributo alla vita politica della Lega era ormai considerato marginale e non più attivo come un tempo. 
Ma tra i vecchi attivisti del Carroccio che hanno mal digerito la svolta nazionalista voluta dal segretario Matteo Salvini (a partire dalla scomparsa della parola ‘Nord’ dal simbolo) c’è chi parla di “sostituzione della base storica con gente che di leghista non ha nulla”. 
A dicembre, mentre il leader del Carroccio svelava il logo della nuova Lega, molti dei vecchi militanti hanno ricevuto una raccomandata dal partito che annunciava il loro declassamento a ‘socio sostenitore’. 
Tra questi Bianca Rocchi, militante milanese con 25 anni di militanza alle spalle, l’ottantasettenne Loredano Tavazzi e il settantasettenne Giacinto Sbrizzi (militanti rispettivamente da 20 e 15 anni). 
A rendere nota la loro storia, con due post su Facebook, è Davide Boni, ex presidente del consiglio regionale lombardo e oggi semplice militante del Carroccio. Parlando con l’Adnkronos Boni si sfoga così: “Capisco che i militanti anziani non siano più attivissimi, ma parliamo di gente che negli anni scorsi c’è sempre stata, che ha 20 anni di militanza alle spalle e si è vista "declassata"… 
Questa è una cosa che mi ferisce nell'essere. 
Certe decisioni vengono prese a cuor leggero senza conoscere le storie. 
Le persone sono carne e sangue, non numeri. Uno che ha la moglie a casa con l’Alzheimer non puoi aspettartelo tutti i giorni ai gazebo...
Queste persone, prosegue Boni, “avendo una storia ultra-ventennale nel partito, condividono le istanze originarie della Lega, dall'indipendenza della Padania al federalismo più spinto. 
Non hanno cambiato idea, sono semplicemente rimaste legate a quell'idea iniziale... 
Per Matteo Brigandì, ex parlamentare leghista e già avvocato di Umberto Bossi “stanno cercando di fare terra bruciata attorno al "Senatùr": lo candidano perché è evidente che raccoglie un certo tipo di consenso, ma questo consenso non è condiviso dall'attuale dirigenza”. 
Gianantonio Bevilacqua invece ha presieduto una delle sezioni milanesi più colpite dai declassamenti, quella di Milano Ovest (commissariata peraltro due mesi fa): “9 persone della mia sezione sono state colpite dal provvedimento – racconta all'Adnkronos -. 
Si tratta di anziani militanti in età avanzata, spesso in condizioni di salute precaria e che giocoforza non possono militare”. I declassamenti sono disciplinati dall'articolo 13 del regolamento della Lega varato nel 2015. 
L’organo territoriale di livello più basso può, nel mese di novembre, inviare all'organo competente di livello immediatamente superiore, ad esclusione della sezione di circoscrizione, la proposta di declassamento del socio ordinario militante a socio sostenitore. 
L’organo competente deve deliberare entro il successivo 31 dicembre pena la decadenza della richiesta”, si legge nel regolamento. 
I soci sostenitori, recita invece lo statuto, “non vantano diritti di elettorato attivo e passivo all'interno della Lega Nord e della Nazione di riferimento per competenza territoriale, né hanno il dovere di partecipare alla vita attiva di queste”.

venerdì 19 gennaio 2018

Quando fa piacere scoprire di essere nel giusto...


La mia cara amica Romj Bellante mi ha taggato su "Face"... riportando quanto segue: OGGI QUESTO ARTICOLO ...RUBA IL TITOLO AL MIO AMICO NICOLA COSTANZO CHE AVEVA GIA' SCRITTO SU TUTTO CIO'...
L'articolo riportato è di Claudia Fusani, giornalista parlamentare e s'intitola: La notte dei lunghi coltelli nel centrodestra. Venti posti per “poltronari e riciclati”, ma Salvini porta a casa l’abolizione della Fornero.
"La “quarta gamba” minaccia lo strappo: “Dateci più posti e dignità”. Girandola di riunioni a Grazioli e poi nella notte. Berlusconi in serata offre 20 seggi. Tutti in quota Forza Italia? Malumori tra i candidati azzurri. C’è chi rimpiange Verdini. E il Cavaliere e il leader della Lega si lanciano messaggi dalle tv

Si mandano messaggi dalle trasmissioni tv. “Salvini? Centroavanti di sfondamento com’è, lo vedrei bene a fare il ministro dell’Interno” dice Berlusconi in mattinata ospite a “L’aria che tira” su La 7. Il centroavanti aspetta il pomeriggio, quando registra “Porta a Porta”, e replica secco: “Quando sarò premier deciderò i ministri e anche quello dell’Interno”. Della serie che chi decide i ministri non sarà certo il Cavaliere. Un paio d’ore dopo Berlusconi va a “Quinta colonna”, ospite di Paolo Del Debbio e la butta là: “Se Strasburgo desse il via libera, è chiaro che dovrei essere io a fare il premier. In alternativa, ho un nome, alto e qualificato, ma non li dico”. Ripicche e sgambetti iniziano di prima mattina quando Salvini si presenta alla Camera – ore 10 e 30 – con un vero asso nella manica: si chiama Giulia Bongiorno, è uno degli avvocati penalisti più brillanti e famosi, l’ultima volta che s’è vista da queste parti aspettava un bimbo che ora ha sette anni, l’aveva scoperta Forza Italia (fortissimo il legame con Niccolò Ghedini) ma poi se n’era andata con Fini in Futuro e libertà. 
Sarà candidata con la Lega di Salvini che vede per lei “importanti incarichi di governo”. E’ un bell’acquisto per Salvini, inaspettato. Anche per Berlusconi che probabilmente non gradisce: il 14 dicembre 2010 Bongiorno votò la sfiducia al governo Berlusconi, fu la prima vera scissione nel centrodestra. E oggi se la ritrova in coalizione. I conti non tornano nella coalizione di centrodestra.   
Riunioni, attese e antefatti 
Sono notti da lunghi coltelli nelle segreterie dei partiti. Anche in quelle virtuali come il sistema operativo Rousseau dove gli uomini della Casaleggio faticano a trovare la quadra tra i tredicimila candidati alle parlamentarie. Gli antefatti si consumano nei corridoi deserti di Montecitorio, tra il Transatlantico e il parallelo corridoio dei presidenti: sembra tutto fermo e immobile, quasi sospeso in attesa del 4 marzo, e invece, racconta un deputato di Forza Italia, “siamo tutti qua, in attesa di un cenno e di un segnale, con l’acidità di stomaco a mille,  sono ore decisive, per le liste soprattutto. I territori aspettano e dobbiamo dire i nomi di chi mettere nelle caselle. Il punto è quanti e quali nomi…”. 
Perché anche nella coalizione che ha “più poltrone che culi” – cioè il centrodestra, frase cult di questo fine legislatura – i conti non tornano. E come diceva ieri un ex ministro Ncd tornato a casa, nel centrodestra, dopo tre anni al governo con Alfano, “la verità è che alla fine le poltrone non bastano mai”.
Lo strappo della quarta gamba?
Sono notti da lunghi coltelli. Ma le lame si affilano di giorno in riunioni supersegrete. I problemi tra Berlusconi e l’asse Meloni-Salvini sono almeno tre: il candidato governatore nel Lazio; il programma che deve essere consegnato al Viminale tra stamani e domenica pomeriggio; l’alleanza con la cosiddetta “quarta gamba”, la lista centrista “Noi con l’Italia” che ha due soci di maggioranza, Raffaele Fitto e Lorenzo Cesa, a loro volta a capo di un gruppetto di signori dei voti locali ma anche di signori della politica, da Tosi a Quagliariello, da Costa a Lupi, dal siciliano Saverio Romano a Iorio. La verità è che Salvini non ha mai sopportato l’idea della quarta gamba. “Poltronari e riciclati” li ha sempre definiti e quando due settimane fa ad Arcore fu dato l’ok alla coalizione, Salvini mise il veto su alcuni nomi. “Mai in lista Lupi e Tosi” disse. Ora invece il punto è che “i poltronari” chiedono seggi (“almeno 30”), il tavolo tecnico - cioè Niccolò Ghedini e Gianni Letta - è arrivato a proporne 20 (ieri pomeriggio erano 13) ma Salvini li vuole mollare tutti nella quota Forza Italia. 
I candidabili azzurri ancora ieri sera camminavano silenti nei corridoi di Montecitorio in attesa di un segnale, un cenno, un messaggio whatsapp. Per sapere come andrà a finire. “Sai qual è il problema? - ragiona una candidabile “Che non abbiamo più Verdini perché Denis il problema della quarta gamba lo aveva risolto in mezza giornata” 
Girandola di riunioni  
Conviene cominciare dalla fine. Dalle 22 di ieri sera quando Salvini lascia palazzo Grazioli. “Buone notizie, abbiamo firmato il programma…” dice uscendo. Lo staff del Cavaliere veicola subito una foto opportunity: Salvini, Meloni, Berlusconi sorridenti con le mani su una cartellina. Erano entrati a Grazioli alle 20. Fitto e Cesa non gradiscono. La lista “Noi con l’Italia” detta alle agenzie un comunicato di fuoco: “Che sia stato firmato il programma non è una buona notizia, noi non siamo stati convocati, non eravamo presenti, continuano a considerarci di serie B”. Sono quasi le 23 quando la “quarta gamba” torna in riunione, per la seconda notte di fila. La tentazione di mollare tutto è forte (Lupi e Fitto) convinti che “possiamo arrivare al 3%”, significa 13 deputati e 7 senatori. Gli altri sono per lasciar fare e provare comunque a prendere posto nella XVIII legislatura. Se nel pomeriggio, dopo una riunione a Grazioli proprio con Fitto e Cesa, lo strappo sembrava ricucito, stanotte era di nuovo slabbrato. 
“20 seggi? Una finta”
I centristi fanno in fretta a scoprire che i venti seggi che sembrano concessi a tarda sera sono in realtà “una finta”. “Una decina sono in posizioni impossibili” spiegano nell’ennesima riunione notturna. Probabilmente Salvini e Meloni hanno anche accettato di ospitare qualche nome nelle proprie quote (35% e 15%), ma sono seggi finti, al sud ma in zone dove i sondaggi danno i 5 Stelle in netto vantaggio. Ed è questo, ancora più del programma firmato in loro assenza, ciò che spiazza la quarta gamba. 
La questione del sud 
Probabilmente Berlusconi farà stamani un altro tentativo per cucire e sopire. Per convincere Salvini che la lista “Noi con l’Italia” è utile alla vittoria perché “portatrice di voti”, ieri sera gli ha mostrato i sondaggi di Alessandra Ghisleri che dimostrano senza se e senza ma che i 5 Stelle hanno il loro bacino di voti soprattutto al sud. E’ qui che vanno contrastati. Ma è qui che la Lega è più debole. Ed è a questo punto che devono entrare in gioco i signori dei voti della “quarta gamba”.  Salvini non ha mai accettato questa analisi. E non fa mistero di considerare il coinvolgimento dei centristi come un modo per tenere bassa la Lega “proprio adesso che abbiamo tolto la parola nord e stiamo diventando un partito nazionale”.
La rivincita di Salvini 
Il leader del Carroccio alla fine è costretto ad ingoiare i venti ospiti non graditi, in parte anche nella sua quota (vediamo se accettano…), e però porta a casa un vero trofeo: l’abolizione della legge Fornero. Nel programma firmato ieri sera sarebbe usato questo termine, “abolizione”, con buona pace per i 17 miliardi l’anno necessari per compensare gli effetti della cancellazione.  Accordo raggiunto anche su flat tax ed elezione diretta del Presidente della Repubblica. Fumata nera, invece sulla scelta del candidato governatore nel Lazio. Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi non molla la posizione e resta candidato seppur abbandonato oramai da quasi tutti i leader della coalizione. L’ipotesi Maurizio Gasparri non convince, a cominciare dal diretto interessato che comunque si mette sugli attenti e, nel caso, dice: Obbedisco.  Zitto zitto allora prende quota l’ipotesi Fabio Rampelli, l’ala destra di Fratelli d’Italia. Potrebbe essere questa la soluzione...???

giovedì 18 gennaio 2018

Che bella sarà la nostra vita, dopo le elezioni del 4 Marzo!!!

Già, volete sapere come sarà la nostra vita dopo le votazioni...???
Sarà bellissima... sì... se tutto andrà per come ci hanno promesso, sarà una pacchia!!!
Whaooo... già mi sto immaginando... la mia giornata tipo!!!
Sì... dopo il 4 marzo e soprattutto, una volta che le promesse dei candidati premier saranno state -come prevedibile- mantenute, ecco, io potrò finalmente alzarmi più tardi e già questo, è un ottimo inizio...
Non avendo impegni incombenti, anzi per la verità... non avendone proprio, passerò metà della mia giornata a guardare la Tv, che nel frattempo grazie alle promesse fatte prima delle elezioni da Matteo Renzi, non pagherò più quel "ingiusto" canone RAI!!!
Il pomeriggio prenderò la mia auto, senza dover pensare a quel maledetto bollo che dimentico sempre di pagare e che mi viene ricordato di volta in volta dall'Agenzia delle Entrate (con ovvio aumento delle sanzioni) e mi dirigerò con calma a quel corso Universitario a cui mi sono iscritto... 
D'altronde senza dover pagare una retta di tasse è una grande opportunità - e tutto ciò grazie a quanto riportato dall'ex Presidente Pietro Grasso - sarebbe veramente un peccato non approfittarne per alimentare la cultura...
Certo sono fortemente indeciso se scegliere Fisica Nucleare, Paleontologia o Ingegneria spaziale, comunque... visto i costi nulli da sopportare, non è detto che mi iscriverò a tutte, d'altronde ritengo sia giusto sviluppare le proprie passioni personali... 
Va aggiunto inoltre che quanto sopra, non servirà certamente per la mia futura professione... anche perché al lavoro, quasi sicuramente, grazie al prossimo governo, non dovrò andare...
E sì... perché avrò da loro un reddito minimo garantito di 780 euro al mese, almeno questo è quanto mi ha assicurato Luigi Di Maio e se poi nel frattempo deciderò di avere una moglie o una compagna... con cui avere un bel bambino, ecco che gli euro diverranno addirittura 1.250, tutto ciò va detto... grazie al generoso contributo del "Cavaliere"... meglio conosciuto come Berlusconi.
Certo quanto sopra... senza fretta. 
Ovviamente mi riserverò di valutare tutte le offerte di lavoro che mi giungeranno a casa... e se la noia dovesse assalirmi... potrei valutare positivamente una di quelle opportunità... d'altronde ormai è certo... il lavoro non mancherà più a nessuno... e comunque nella peggiore situazione, verranno riconosciute 10 euro l’ora a ciascuno di noi... parola di Renzi!!!
Peraltro non potrò essere licenziato... in quanto quel Jobs act "schifoso" verrà definitivamente abolito e i soldi che potrò guadagnare, saranno tassati soltanto al 15% - almeno questo è quanto mi ha giurato Matteo Salvini...
Quindi, se non l’avrò fatto prima, potrò lasciare il lavoro a 60 anni e non più come ora a 67 anni e di questo dobbiamo ringraziare l'amico Berlusca... e lo farò con una pensione minima quantomeno di mille euro (minchia... Berlusconi in questo periodo è veramente al massimo... ma che ha preso il "super viagra" di generosità, perché mi sembra in gran forma). 
D'altronde a me bastano... perché con quei mille euro potrò viaggiare e organizzarmi ogni tanto una grigliata con gli amici.
Che vita tranquilla e bellissima che mi aspetta... e nel caso peggiore, nel caso in cui dovessi salire ai piani alti celestiali... tranquilli, molto probabilmente il mio funerale sarà pagato dal mio piccolino... che nel frattempo avrà percepito a sua volta un reddito minimo... o chissà, quei costi, mi verranno gentilmente offerti dal nostro prossimo Governo... 
Anzi, mentre che sono così euforico... ne approfitterei per cogliere l'occasione, per invitare sin d'ora, tutti quei candidati al mio funerale... ehm... no... volevo dire... a formulare una proposta su tale problematica, rimasta ad oggi, ancora inevasa... !!!.
Certo, a romperci le uova nel paniere... ci sono come sempre gli economisti, che dicono che quel mio prossimo stile di vita, insieme a quello di tutti gli italiani, costerà 200 miliardi l’anno in più allo Stato...
Che ogni contribuente avrà debiti per circa 50 mila euro l’anno in più... e cioè più di quei soldi che potrei guadagnare con il reddito minimo ricevuto o con tutti quelli che risparmierei non pagando praticamente più niente... 
Sì... perché nel frattempo diminuiranno i costi fissi delle utenze, avremo il wi-fi aperto a tutti e le telefonate saranno gratis!!!
Ma si sa... quelli sono uccelli del malaugurio... i soliti tecnici burocrati, pignoli e saputelli che dicono sempre di sapere tutto, oltre a essere malevoli e invidiosi!!!
Vedrete, in realtà andrà tutto per come ci stanno dicendo i nostri attuali candidati premier!!!
Credetemi, per come dicevo all'inizio... ci sarà da divertirsi, d'altronde se l’hanno promesso...

mercoledì 17 gennaio 2018

"Uomini che odiano i leghisti"...

A ulteriore conferma di quanto ho finora riportato in questi giorni, pubblico una intervista di Stefano Rizzi all'ex Presidente della Regione Piemonte (leghista da sempre...) Roberto Cota che al pari del Governatore uscente della Regione Lombardia, Roberto Maroni,  non si ritrova nella linea politica imposta da Salvini e quindi fatto "fuori senza spiegazioni"!!!
Di seguito l'intervista:
Dei due quello che conosco di più è Bobo, lo stimo, ci sentiamo, ci uniscono tante cose. 
Con Salvini, purtroppo, questo non è stato possibile, io ci ho anche provato, ma non è andata bene”. 
Roberto Cota con Maroni non condivide solo il nome e la professione, quella di avvocato, che lui esercita dopo aver lasciato anzitempo la presidenza del Piemonte e l’altro prefigura come possibile impegno dopo la rinuncia a ricandidarsi a governatore della Lombardia. Li unisce pure il futuro, dove ci sarà ancora la politica. 
E il rapporto, a dir poco difficile, con il segretario. Così come l’idea di come e cosa dovrebbe essere la Lega, che non è più... 
Era quella che Maroni, citando la politica, valeva la P maiuscola diventata minuscola quando è sparito Nord dal simbolo e dal core del movimento, sempre più nazionale e nazionalista scivolando verso il modello lepenista. 
Un errore, uno dei tanti, che imputa alla gestione salviniana alla quale lei sta come il diavolo all'acquasanta o, per evocare l’“altra Lega”, la felpa con su scritto Napoli sta all'acqua dell’ampolla riempita a Pian del Re?
«Sulla questione del partito nazionale dico che ci sarebbe una modalità per avere una presenza dell’idea federalista anche al Sud, ma questa deve però prevedere un forte imprinting autonomista e federalista. Resto convinto che la forza della Lega è sempre stata quella di essere fortemente radicata al Nord e poi contrattare con i partiti nazionali».
Quindi Maroni ha fatto bene a non ricandidarsi?
«Ha fatto una scelta che va rispettata e, magari, anche compresa. Di sbagliato c’è stata la reazione alla sua decisione. E poi non è che se uno non fa più il presidente della Lombardia, diventa un inabile alla politica. Maroni ha ancora molte cose da dire e da fare».
Magari anche lei.
«Io vivo un momento molto difficile. Sono stato messo all’angolo, ai margini, messo fuori».
Questo nonostante che dalle vicende giudiziarie sia uscito assolto, quindi la questione sta tutta dentro al movimento?
«È vero, dalle vicende giudiziarie sono uscito bene, così come sono usciti gli altri che erano componenti del gruppo della Lega. È stato affermato un principio: nessuno aveva commesso illeciti penali. Sono stato oggetto di una campagna mediatica e politica che era volta soprattutto a impedire il progetto che stavo realizzando. L’assoluzione ha dimostrato che è stata una campagna ingiusta, ma intanto…».
Intanto lei è fuori.
«Io sono un uomo che a 49 anni guarda al futuro, non mi volto indietro. 
Non sopporto le persone rancorose e quindi cerco di non esserlo, anche di fronte alle ingiustizie più cocenti che ritengo di aver subito».
"À la guerre comme à la guerre" direbbe, sia pure in altro contesto, il suo successore Sergio Chiamparino. 
Non dica che ha scoperto che la politica non è cosa assai diversa da quel sangue e merda come diceva, ai tempi della Prima Repubblica, Rino Formica?
«No. È che gli attacchi degli avversari politici ci stanno, certo senza arrivare a certi livelli, ma  ci stanno o comunque te li aspetti, gli altri no».
Cota, però qualcosa di non buono lei se lo aspettava, altrimenti perché al momento della vittoria alle elezioni, quel 29 marzo del 2010, tra un festeggiamento e l’altro a lei scappò detto: “ragazzi ci è capitata una grande sciagura”?
«Onestamente, mi ero prefigurato uno scenario molto difficile, avevo dentro come un sesto senso che mi ha accompagnato quasi fin dal primo giorno. 
Vedevo che c’era un ambiente e un sistema che non era pronto al cambiamento e magari anche una classe dirigente che in parte non era strutturata per gestire quel processo di riforme che io avevo in testa, ma anche un sistema non in grado di metabolizzarle quelle riforme, che poi sarebbero state invocate a gran voce».
Qualcosa non andava anche dentro alla Lega? Non tutti erano pronti a quella vittoria che giunse inattesa?
«Sì, anche all'interno della stessa Lega. 
Hanno fatto breccia le sirene di un sistema che ostacolava le riforme perché non erano loro a gestire il potere. 
Magari nella riforma sanitaria ci possono essere stati dei problemi sulle persone, io posso aver avuto dei limiti caratteriali, però tutto il lavoro fatto è stato importante. 
Lo era il progetto che stavo mettendo in campo: riforme che in buona parte sono state realizzate e per altra parte hanno contribuito ad evitare che la Regione finisse nel baratro, mettendola sulla strada giusta. 
So di aver governato abbastanza bene, non voglio enfatizzare, ma sono sicuro che questo me lo riconoscono anche i miei avversari politici. 
So che chi ha oggi responsabilità di governo sa che quei quattro anno non sono stati di malgoverno e che i progetti in larga parte erano giusti».
Però lei ruppe presto l’idillio con il suo gemello politico Massimo Giordano. 
Come andarono, davvero, le cose?
«All'inizio lui faceva l’amministratore locale a Novara, era supportato con tutto l’impegno facendo io all'epoca il parlamentare e il segretario politico. In quel periodo abbiamo fatto tante cose, c’era una sinergia e una specie di scudo politico che c’è quando si fa squadra. Poi io non sono più riuscito a capire il suo comportamento. Ho pensato che fosse dettato dal fatto che volesse usciere da Novara e così ho cercati di assecondarlo portandolo con me in Regione, ma da lì lui mi ha fatto una guerra sistematica che ancora oggi non capisco motivata da che cosa,  visto che eravamo due figure diverse: lui il lavoro che facevo io non era portato a farlo e viceversa, tant’è che non mi ha sostituito. Ma devo dire la verità, di quella guerra nei miei confronti non sono mai riuscito a capirne le ragioni».
Adesso di quella di Salvini e i suoi, il motivo l’avrà capito.
«Direi soprattutto che sono colpito. Essere messo fuori è una cosa che colpisce. Io mi sono strutturato abbastanza bene come persona, ho rispetto per chiunque, in questi anni mi sono costruito un profilo che non dipende dalla politica. Naturalmente all’inizio non è stato semplice, ma adesso lavoro con soddisfazione».
Però resta in politica.
«L’amore e la passione per la politica non riesci a toglierteli. È chiaro che guardo al futuro».
Intanto continua a battere sulla visione della grande area metropolitana con Milano, che ne pensa dell’apertura di Chiamparino all’autonomia? Il suo successore ha incontrato il presidente della Liguria Toti.
«Chiamparino ha tirato fuori l’autonomia dopo aver detto di no. Ma l’autonomia non è scattare una foto con Toti. Il tema è partire dalla grande metropoli del Nord. Non è che è sia sbagliato coinvolgere la Liguria, ma Torino deve avere la consapevolezza che è con Milano che deve partire, poi giusto pensare alla Liguria. Chiamparino ha preso la strada sbagliata, invece di andare a Milano è andato al mare».
Scusi la durezza, ma lei invece a Roma non ci andrà.
«Vero. Non solo la Lega non mi ha contattato per una candidatura, ma in un direttivo provinciale a Novara dove a Mauro Franzinelli che in buona fede e certo non telecomandato da nessuno ha avanzato la proposta di una mia candidatura, hanno detto di no. No perché io non sono allineato. Io non so in che cosa non sarei allineato. Perché  non sono salviniano?».
Non ha pensato che il suo nome, comunque potrebbe dar fastidio a qualcun altro pronto per andare in Parlamento, dove lei quando c’è stato ha fatto pure il capogruppo?
«Se è così, è una politica che mi lascia basito. Chi fa politica in questo modo, invece di costruire alla fine distrugge. Avrà il potere ma alla fine questo potere sarà effimero».
Quindi la Lega, dopo il durissimo scontro tra Salvini e Maroni che poi è lo specchio di due anime, due visioni e una divisione latente, pagherà un prezzo alle elezioni?
«Non so se lo pagherà adesso o dopo, a volte si paga subito a volte dopo. A mio avviso in politica ci deve essere spazio per poter coinvolgere tutte le persone che hanno qualcosa da dire, ci vuole obiettività, non farsi prendere da questioni personali dicendo che se stai in un gruppo vai bene, se stai in un altro non vai bene. Ciò che contano sono le idee. Almeno, dovrebbe essere così».
Comunque... non mi ritiro e guardo al futuro!!!

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