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domenica 4 ottobre 2015

Studi legali... "illegali"

Avevo riportato alcuni giorni le percentuali, degli italiani che evadono...
Purtroppo, tra quanti dichiarano d'essere cittadini onesti... si scopre nei fatti... che ahimè... non lo sono!!!
Se si tiene conto che, proprio il sito evasori.info, ha segnalato che sono oltre un milione le denunce presentate online e soprattutto che queste, sono in costante crescita, allora capirete bene, che una cosa è voler dichiarare che sono soltanto gli altri ad essere ladri ed un'altra è invece partecipare con i propri comportamenti, a quella propria evasione!!!
Il sommerso, in termini di valore non dichiarato, riguarda principalmente quegli studi legali (o forse dovrei dire "illegali"), avvocati e notai, che evadono in percentuale rispetto alla loro categoria d'appartenenza, intorno al 35,8%... 
Da un lato ci sono le parcelle non fatturate, quasi sempre pagate cash, dall'altro l'attuazione di piani tariffari secondo una doppia modalità: la prima prevede l'emissione di una regolare fattura e migliaia di euro dichiarati, l'altra consiste nel realizzare una fattura una tantum, sempre con migliaia di euro incassati e pochissimi quelli dichiarati!!!
Basterebbe verificare alcuni di questi soggetti (con l'ormai nota formula della "sperequazione finanziaria") e chissà cosa salterebbe fuori...   
Alla segnalazione di cui sopra,  vanno inoltre aggiunte, le modalità di collaborazione da parte di giovani laureati, promettenti avvocati che iniziano ad inserirsi presso quegli studi legali, dove cominciano a fare i loro primi passi...  
Molti di loro, giungono a quel ordine, senza avere alcun precedente in famiglia, e sono quelli che dovranno "farsi in quattro" sia per potersi elevare all'interno di quella piramide familiare generazionale... oppure, tentare di camminare con le proprie gambe... tentando con il proprio studio, di acquisire ( per non dire strappare...) quei clienti che da sempre si sono diretti verso quegli altisonanti studi legali, dove il più delle volte, c'è una targa sulla porta, da tre o più generazioni...
Ma la realtà o le vicende quotidiane vissute all'interno di quegli studi legali, è molto diversa da come si crede... 
Le condizioni di stress psicologico a cui sarebbero sottoposti i giovani avvocati all'interno di quegli studi, l'ambiente e le competizioni a cui debbono sottostare sono sconfortanti e guai a parlare di stress... questa parola non va pronunciata... è tabù!!!
E' dimostrato che, il carico di stress sopportato da chi lavora in uno studio legale è sempre più in aumento... a causa, sia del fardello imposto dallo studio per i risultati da doversi ottenere, che per i clienti sempre più esigenti...
A raccontare quanto sopra, c'è un bellissimo romanzo di Federico Baccomo che s'intitola appunto "Studio illegale"...
Originariamente era stato pubblicato sotto forma di blog, con post inseriti dallo stesso autore quando lavorava nella sede dello studio legale Freshfield Bruckhaus Deringer, sotto lo pseudonimo di Duchesne...., successivamente nel 2009, decise di pubblicarlo raggiungendo le 35.000 copie vendute...
Ovviamente l'anonimato permetteva da un parte, di tenere al riparo l'autore da eventuali ripercussioni, dall'altro di poter svelare dall'interno quegli ambienti...
Ora che è si è fatta luce su uno di quei settori da sempre blindato e protetto da quella "forzata privacy",,,  ecco,  ora che ha deciso di svelare la propria identità... è stato catalogato da tutti i suoi colleghi come "gola profonda".
Tutti erano difatti convinti che, a scrivere il blog fosse soltanto un avvocato che si aggirava per uno studio... mentre per altri, era soltanto un giornalista... 
Ma non era così..., lui è un avvocato, che proprio una settimana prima di aprire il blog, si era licenziato dallo studio d'affari nel quale operava...
La talpa che scriveva in diretta non esisteva... infatti i post, erano scritti in differita... tutti quei dialoghi demenziali tra colleghi, ai fine riunione con escort di lusso, un ambiente che egli conosceva bene: ci ho lavorato per anni prima di uscirne... me ne sono andato dopo mesi in cui finivo tutti i giorni all'una di notte, non reggevo più psichicamente e fisicamente. Guadagnavo bene, ma non avevo più una vita. Mi sono licenziato ed ero sperduto, dal full time alle zero ore: ho cominciato allora a scrivere...
Certamente, la crisi finanziaria globale, ha rappresentato anche per gli studi legali, un momento negativo...
Alcuni di essi infatti, hanno dovuto rimandare l’ingresso di nuovi professionisti, altri hanno dovuto ridurre il proprio organico e molti altri, si sono visti costretti a chiudere la propria attività. 
Inoltre, l’improvvisa carenza di liquidità, ha portato in concreto, ad una riduzione delle transazioni con l'ovvia diminuzione della richiesta di servizi legali...
Gli stessi clienti, a loro volta, si sono ritrovati anch'essi a causa della crisi, a dover fare i conti con i loro budget, il che si è tradotto, con una minore richiesta di consulenza per servizi legali...
Per ultimo, ma non di poca importanza, il mancato pagamento da parte di molti clienti, per le prestazioni ricevute... che per i motivi di cui sopra, non sono state liquidate...
Il tempo delle vacche grasse è finito... ed oggi molti di quegli avvocati, si ritrovano a dover affrontare il periodo delle vacche magre...
Quei cosiddetti "partner" di famosi studi associati, hanno iniziano quindi, ad entrare in crisi... a causa proprio della tipologia d'assetto di quelle strutture, le quali risultano ora vulnerabile alle contrazioni economiche e soprattutto a quei minimi di fatturato, a cui ogni socio, deve dimostrare saper adempiere, garantendo quei valori, che gli consentono di poter restare all'interno di quel gruppo...
E' ovvio che la competizione nei periodi d'abbondanza (cioè quando vengono realizzati profitti consistenti), non rappresenta (ma ciò vale per tutti i settori) alcun problema, ma quando ci si trova a dover fronteggiare contrazioni economiche, come quelle vissute negli ultimi anni... ecco che diventa difficile continuare a sostenere strutture come queste...
Debbo aggiungere un pensiero: se questa crisi è servita a fare emergere la meritocrazia degli "uomini" e non i loro "nomi"... allora sperare che non vada via presto... diventa un'augurio!!!
Certo trattasi di provocazione... ma confermo comunque di sentimi un po' indignato.. non tanto per quel loro volersi sentirsi un po "casta" (questo situazione dopotutto mi lascia totalmente indifferente...) ma, per quel volersi presentare noi, quali modelli di perfezione, di coerenza, per quel loro innato rispetto dichiarato per la legalità, che poi puntualmente decade, quando assisto a notizie, che documentano come i controlli della Gdf, siano riusciti a fare emergere (per alcuni di quegli studi legali) illeciti per truffe ed evasioni... 
Ecco questo è ciò che mi da... maggiormente fastidio!!! 
Diceva bene Benjamin Harris Brewster: Un avvocato inizia la carriera dando valore alla legge e la finisce... dando legge al valore.

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