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sabato 21 giugno 2014

Il papà di Yara: In questi giorni dobbiamo pensare solo a pregare per la famiglia Bossetti, perchè stanno soffrendo più di noi...


E' il pensiero di Fulvio Gambirasio, riportato da don Corinno, parrocco di Brembate e da sempre vicino alla sua famiglia...
Certamente sono delle dichiarazioni molto forti, di un uomo che è riuscito a superare, andando ben oltre quei sentimenti di perdono, difficilissimi da provare ed ancor più da manifestare, nei riguardi di quell'individuo, oggi indagato sull'omicidio della propria figlia.
È stata un'indagine faticosissima, ha dichiarato presso la Procura a Bergamo il pm Letizia Ruggeri, titolare dell'inchiesta, che ha coinvolto, dopo il ritrovamento del cadavere, un controllo sistematico di circa 120.000 persone - precisamente le loro schede telefoniche - e successivamente l'individuazione del Dna l'ormai famoso "Ignoto 1" che ha permesso con 18.000 screening di Dna effettuati sui residenti della zona d'individuare nel Dna del nipote del Guerinoni una possibile traccia. 
Da qui si passati ad effettuare gli screening su tutta la famiglia, fino a giungere, alla riesumazione del cadavere del presunto padre dell'arrestato che ha permesso di confermare che il Dna riscontrato negli indumenti di Yara, fossero corrispondenti con il Guerinoni - ora riconosciuto come padre dell'omicida, e quindi con quello del proprio figlio "ignoto 1"
Ora che - forse -"ignoto 1 " è stato arrestato, inizieranno i riscontri, si valuteranno tutte le posizioni, anche quelle difensive e speriamo si possa giungere celermente ad una definitiva soluzione.
Certo oggi, la tranquillità di cinque famiglie è sparita... già sono in tanti a dover soffrire per questa situazione, c'è quella dei Gambirasio - certamente la più colpita - per la perdita della propria figlia, poi c'è quella del Guerinoni che oggi - a distanza di 40 anni - scopre di avere un padre "insospettabile", totalmente diverso da quello a cui avevano sempre creduto e cioè, con 2 figli in più..., mentre l'altra famiglia cioè quella creata dalla madre con il Sig. Bosetti, oggi ad essa, cade un fulmine a ciel sereno, in quanto il marito "forse" ha scoperto di non essere lui il vero padre dei due figli e certamente i ragazzi, Massimo Giuseppe Bossetti e sua sorella, che di questa storia non ne sapevano niente, scoprono ora di avere un altro padre biologico...
Ed infine non bisogna dimenticare delle due famiglie, quella nella quale oggi si trova sotto inchiesta il, marito e padre di tre figli, con una moglie totalmente sotto shok... ed ancora i genitori certamente di Lei, suoceri del M.G.Bosetti, che non accettano di credere a quanto in questo periodo, sta accadendo al proprio genero...
Una vicenda che ha tenuto in questi anni con il fiato sospeso tutti noi, che desideravamo presto che l'assassino venisse trovato, eliminando in particolare così, l'eventuale possibilità che quanto commesso si potesse ancora ripetere, ma dall'altro, la necessità sempre di garantire che nessuna persona innocente, possa erroneamente finire i suoi giorni in carcere... 
Io comunque trovo difficile accettare quanto dichiarato dal padre di Yara...
Già, come si fa a perdonare, in situazioni come queste, in cui emerge una realtà terribile, tale da mettere di fronte una vittima ed un carnefice?
Non vorrei infatti che con questo modo "cristiano - soft " di condonare e perdonare gli assassini, passasse il messaggio di giustificare questi orrendi atti, come se con questo perdono ci si volesse porre su un piano superiore, quel trono elevato dal quale si possa decidere chi assolvere e chi punire...
A nessuno è data questa possibilità...e nel caso specifico neanche a questi genitori!!!
A loro non è data questa possibilità, non possono parlare per nome e per conto della propria figlia morta ammazzata!!!
In particolare proprio perché, non si è ancora giunti a definire l'assassino... e soprattutto perché finora, questo cosiddetto "perdono" non è stato ancora richiesto!!!
Come si può in genere perdonare loro, se essi non sanno ciò che fanno? Non si ha proprio niente da perdonare...

Friedrich Nietzsche

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